Il soggiorno è living: perché è un anglicismo a cui è impossibile rinunciare

Spesso, utilizzare termini traghettati dalla lingua inglese è più un vezzo che una vera necessità. Quella contro gli anglicismi è una battaglia piuttosto sentita, oggi. Il Devoto-Oli, ad esempio, festeggia il suo cinquantesimo anniversario introducendo nell’edizione di quest’anno una sezione con 200 schede dedicate agli anglicismi (e ai modi per farne a meno: a titolo esemplificativo, il Corriere della Sera ne ha presentate trenta). Se è facile pensare di sostituire il sofisticato weekend con il più nostrano fine settimana, o parlare di riassunti al posto di abstract, o tirare fuori il tesserino al posto del badge… beh, è decisamente più complesso rinunciare a parlare di living.

Chi lavora nel settore dell’arredamento ormai sa che non è un capriccio chiamare living quello che fino a qualche anno fa veniva chiamato semplicemente soggiorno. La spiegazione è interessante: che ci crediate o no, scivoleremo nel campo dell’etimologia.

Innanzitutto è opportuno precisare che la locuzione esatta, in lingua inglese, è composta da due termini: si parla infatti di living room, dove room vuol dire stanzaliving… pian piano ci arriviamo. In italiano è stato assorbito solo il primo termine, addirittura spesso usato come aggettivo accanto al sostantivo soggiorno, proprio per andare ad indicare una particolare declinazione di questa stanza.

Questo living sfrutta una libreria a giorno come blanda struttura divisoria tra il salotto e la zona pranzo: un'ottima soluzione di continuità.

Questo living sfrutta una libreria a giorno come blanda struttura divisoria tra il salotto e la zona pranzo: un’ottima soluzione di continuità.

Cosa significa “living”

La living room, nei Paesi anglofoni, è quella zona in cui le persone trascorrono la maggior parte del proprio tempo “attivo” quando sono a casa. Il concetto deriva dal verbo to live che, secondo il dizionario, significa vivere, esistere, ma anche fare esperienze e, soprattutto, abitare.

A livello semantico, quindi, c’è una sfumatura di significato diverso tra il nostro “soggiorno” e l’inglese “living”.

Il “soggiorno”, in italiano, trasmette un’idea di situazione temporanea, una parentesi che si apre e si chiude; non sarà sicuramente un caso il fatto che, con lo stesso termine, noi Italiani indichiamo anche “il dimorare per un certo periodo di tempo in un luogo che non sia la propria abituale residenza, e per lo più a scopo turistico, di cura, per svago, per istruzione e simili” (la definizione è tratta dall’Enciclopedia Treccani). Nei ricordi di infanzia di qualcuno ci sarà sicuramente quella misteriosa stanza tenuta sempre chiusa, perfettamente in ordine, riservata alle grandi occasioni o ad ospiti speciali: il soggiorno, appunto.

Il living è l’esatto opposto: è l’ambiente in cui le persone trascorrono il tempo libero, entrano in relazione con gli altri componenti della famiglia e gli amici, si rilassano e si dedicano ai propri hobby. L’ambiente in cui, per dirla in una parola sola, vivono.

L’alternativa, quindi, non esiste!

I ritmi sempre più frenetici e lo straniamento derivante dalla perenne interconnessione con perfetti estranei grazie alle nuove tecnologie ci hanno portato a rivalutare il (poco) tempo libero che abbiamo a disposizione. Questo è il motivo per cui, a casa, ciò che chiamavamo “soggiorno” sta cedendo il passo ad un ambiente diverso, all’interno del quale vivere appieno i momenti in cui possiamo dedicarci a noi stessi, alla nostra famiglia, ai nostri amici.

Quella che nei Paesi anglofoni è chiamata living room sta diventando anche per noi Italiani il fulcro della casa; non essendo tuttavia possibile rendere nella nostra madrelingua questo concetto particolare con un termine solo, nel settore dell’arredamento nostrano si è adottato l’anglicismo living. Semplice, no?

Questa soluzione in stile classico è perfetta per chi ama non perdere neanche un attimo della vita dei propri affetti: il soggiorno living include anche la cucina.

Questa soluzione in stile classico è perfetta per chi ama non perdere neanche un attimo della vita dei propri affetti: il soggiorno living include anche la cucina.

Come progettare il proprio living

Il soggiorno in cui “vivremo, esisteremo, faremo esperienze e abiteremo” dovrà rispecchiare il nostro carattere, le nostre abitudini e, soprattutto, il modo in cui viviamo le nostre relazioni.

Per realizzare uno spazio che soddisfi tutte queste esigenze non contano né le sue dimensioni né altri dettagli strutturali come ad esempio la presenza o meno di elementi divisori. Alcuni preferiranno uno ampio spazio unico, nel quale coabiteranno la zona relax (rappresentata dal divano e dal mobile soggiorno), la zona pranzo (con il tavolo e le sedie) e la zona cottura; altri preferiranno tenere la cucina in un ambiente separato; altri ancora opteranno per una divisione tra le zone dedicate al cibo per il corpo, ovverosia cucina e sala da pranzo, e quelle dedicate al cibo per la mente, cioè il salotto.

In ciascuna di queste ipotesi c’è una personale idea di come vivere la vita privata e le relazioni interpersonali; ecco perché non esiste un “modello” di soggiorno living e perché é fondamentale progettare questo ambiente in funzione di chi lo abiterà.

Non si tratta semplicemente di organizzare in maniera funzionale lo spazio a disposizione. Un esperto di interior design si impegnerà ad interpretare la psicologia del cliente per costruire l’ambiente più adatto alle sue specifiche esigenze, più o meno esplicitamente espresse.

Raccontarsi la giornata mentre uno prepara la cena e l'altro si rilassa sul divano? Per alcuni sarà inaccettabile, ma per altri può essere la soluzione ideale (purché ci si dia il cambio, ovviamente!).

Raccontarsi la giornata mentre uno prepara la cena e l’altro si rilassa sul divano? Per alcuni sarà inaccettabile, ma per altri può essere la soluzione ideale (purché ci si dia il cambio, ovviamente!).

Da ciò deriva il fatto che, anche se il progettista di interni è lo stesso, non esisteranno mai due living uguali tra loro. Il compito di un bravo designer, infatti, è quello di modellare gli ambienti in base al singolo committente, declinandone la personalità in opportuni elementi divisori, arredi, luci, complementi.

La tentazione di arredare la propria casa da soli è sempre forte.; richiedere la consulenza di un professionista però, soprattutto quando si tratta di progettare un ambiente complesso come il soggiorno, presenta notevoli vantaggi. Un designer di interni vi offrirà consigli e suggerimenti; facendovi le giuste domande, vi fornirà spunti di riflessione per aiutarvi a prendere le vostre decisioni; nel caso in cui si presentasse un problema in fase di progettazione, sarà in grado di proporvi le più innovative soluzioni alternative proposte dal mercato.


Rivolgetevi ai nostri esperti di arredamento di interni per progettare il vostro soggiorno living: contattateci per maggiori informazioni oppure venite a trovarci in sede, in via Botticelli 104 a Torino.

Il soggiorno è living: perché è un anglicismo a cui è impossibile rinunciare ultima modifica: 2017-09-26T11:26:42+00:00 da ACLadmin

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